nellie bly giro del mondo in 72 giorni

26

Mar
2020

Nellie Bly e il giro del mondo in 72 giorni | A spasso nel tempo

Posted By : Alessandro/ 84 0

E’ il 14 novembre 1889. La giornalista Nellie Bly sta partendo per il viaggio più importante della sua vita. Tutto inizia da una sfida: compiere il giro del mondo in 80 giorni, come nel romanzo di Jules Verne. A gettare il guanto non è una persona qualunque ma il suo editore, mostro sacro della storia del  giornalismo e non solo, di nome Joseph Pulitzer.

Nellie Bly, da un’infanzia difficile al primo articolo

Nellie Bly, al secolo Elizabeth Mary Jane Cochran, nasce nel maggio del 1864 nel mulino della tenuta acquistata dal padre, chiamata “Cochran Mill’s”, Pennsylvania, USA. Il padre è un immigrato irlandese di forte carattere, imprenditore, giudice e padre di quindici figli da due mogli diverse. Muore quando Nellie ha solo sei anni . Questo avvenimento segna profondamente l’infanzia della futura giornalista. La madre si risposa ma il secondo marito è alcolizzato e violento. Lei stessa testimonierà contro di lui in tribunale quando la madre chiederà il divorzio. Una cosa non da poco per una ragazza poco più che adolescente. Elizabeth è costretta ad abbandonare la scuola, le ristrettezze economiche e i debiti travolgono la sua famiglia che si trasferisce a Pittsburgh. Qui, a sedici anni, inizia a fare lavori saltuari per dare il suo contributo nel sostentamento della famiglia. Ma ha un sogno: quello di diventare insegnante. Un giorno le capita fra le mani un articolo del Pittsburgh Dispatch, il giornale locale, dal titolo “What girls are good for”, “A cosa servono le ragazze”. Quello che farà Elizabeth è la differenza tra starsene seduti a guardare la propria vita scorrere o diventarne protagonisti.

nellie bly vojagon

Il primo impiego come giornalista

Nellie Bly è infastidita da quell’articolo che dipinge le donne capaci solo di generare figli e occuparsi della casa. Prende una penna, di getto scrive una lettera al direttore del giornale e senza pensarci due volte la spedisce. C’è molto di più nelle donne per Elizabeth. Si firma Lonely Orphan Girl, la ragazza orfana e sola. Quando la lettera arriva sulla scrivania del direttore, George Madden, la folgorazione è totale. Pubblica un annuncio per trovare quella ragazza e quando lei si presenta nel suo ufficio, le offre la possibilità di pubblicare un articolo sul suo giornale. Racconta della sofferenza delle donne nel divorzio e di come le leggi del suo paese in merito vadano riformate. Lonely Orphan Girl colpisce ancora nel segno, il suo direttore è impressionato e le offre un lavoro a tempo pieno. Le serve uno pseudonimo e così George Madden, ispirandosi una canzone di Stephen Foster, le affida il soprannome con cui verrà consegnata alla storia del giornalismo: Nellie Bly. Forse nessuno dei due in quel momento sapeva fino a dove si sarebbe spinta.

Nellie Bly – Una donna in difesa delle donne

Nellie Bly si interessa dei diritti delle donne, documenta la loro condizione nelle fabbriche, trasformandosi di fatto in quella che oggi definiremmo una giornalista investigativa e la sua fama cresce. Arriva persino a intervistare la prima donna candidata alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Gli imprenditori non la tollerano e iniziano a remarle contro, costringendola ad abbandonare la sua missione. O almeno così sembra. Nel 1886, a 22 anni, Nellie si trasferisce in Messico per scrivere come corrispondente estera e far calmare le acque a Pittsburgh. Anche qui denuncia le condizioni sociali del popolo messicano, la corruzione e la mancanza di libertà di stampa. La cosa non passa inosservata e, minacciata dal governo, è costretta a tornare in patria. Le minacce non la intimoriscono, Nellie ha ancora più fame. Torna negli States e si trasferisce a New York dove ottiene un lavoro nel New York World di Joseph Pulitzer. Ciò che fa per guadagnarsi il suo posto nel giornale non è mai stato fatto prima d’ora.

Nellie Bly a 21 anni in Messico
Nellie Bly a 21 anni in Messico

L’inchiesta shock di Nellie Bly – Ten days in a mad-house, Dieci giorni in manicomio.

Pulitzer le dà come compito quello di raccontare le condizioni delle donne rinchiuse nel manicomio femminile di New York. Sa probabilmente che nessuno quanto lei può riuscirci, e ha ragione. Nellie Bly si finge pazza, riuscendo a farsi rinchiudere. Solo vivendo dall’interno il suo racconto può essere fedele. Rimane rinchiusa per 10 giorni, subendo tutti i maltrattamenti possibili. Sarà salvata dal suo giornale e l’inchiesta che ne uscirà farà traballare l’opinione pubblica. Nellie dimostra che quello non era affatto un luogo di cura ma, per usare le sue stesse parole, “Una trappola umana per topi. È facile entrare ma, una volta lì, è impossibile uscire”. Il suo rapporto contribuirà a migliorare le condizioni dell’stituto e dalla sua esperienza nascerà un libro intitolato “Ten days in a mad-house” che puoi trovare qui.

Quello che ha fatto Nellie Bly ha contribuito a diffondere una forma di giornalismo investigativo in incognito, capace di far entrare i corrispondenti in ambienti altrimenti impossibili. Il clamore è forte, ma Pulitzer ha già in mente qualcos’altro per lei. Ispirandosi al romanzo di Jules Verne sfida Nellie a compiere il giro del mondo in 80 giorni e raccontare l’esperienza a puntate sul suo giornale. Ce la farà? La risposta è ovviamente sì.

nellie bly giro del mondo in 72 giorni

Il giro del mondo in 72 giorni di Nellie Bly

Siamo tornati a quel 14 novembre 1889. Nellie Bly parte da Hoboken, in New Jersey. Sulle orme di Phileas Fogg, trasforma quello che Verne ha teorizzato nel suo romanzo in realtà. Il suo giornale pubblica le sue avventure mentre è ancora in viaggio, scatenando un entusiasmo senza pari tra i lettori. La redazione arriva perfino a indire una lotteria, mettendo in palio un viaggio in Europa come premio, per chi per primo indovinerà il giorno del suo ritorno. Europa, Italia, Suez, Cina, Giappone, Hong Kong, Singapore, Sri Lanka.

72 giorni dopo Nellie Bly è a New York e stabilisce il record del mondo. 40.000 chilometri nei quali ha avuto anche il tempo di incontrare Jules Verne e la moglie, e fare loro un’intervista. Diventa famosa in tutto il mondo e di quel periodo avrà da dire: “Era grandioso! Un viaggio degno di una regina. Dicono che nessuno in America abbia avuto tante ovazioni quante ne ho ricevute io durante il mio rapido viaggio attraverso il continente” e ancora “Ho sfidato il loro sguardo e ho mostrato loro che una ragazza americana libera può adattarsi alle circostanze senza l’aiuto di un uomo.Nellie Bly ha fatto molto di più di una semplice impresa: è la prima donna ad avere attraversato da sola il mondo senza essere accompagnata da un uomo. Qualcosa che dà un grande significato e una grande spinta all’emancipazione femminile di cui è paladina.

nellie bly prima donna corrispondente di gerra

Un nuovo primato: Nellie Bly è la prima corrispondente di guerra donna di tutti i tempi

A 31 anni, nel 1895 Nellie sposa il milionario Robert Seaman, che di anni ne ha 73. La differenza è tanta ma la sua storia dimostra come non abbia mai chiesto il consenso della società per le scelte delle sua vita. Da lì a poco il marito si ammala e le sue condizioni precarie la costringono ad abbandonare il giornalismo per stargli vicino. Robert muore nel 1904 e dopo 10 anni di resistenza Nellie si trova indebitata e costretta a dichiarare bancarotta. Scoppia la prima guerra mondiale e capisce che non può più stare lontana dal giornalismo e a 50 anni stabilisce un nuovo primato: diventa la prima corrispondente di guerra donna della storia raccontando 5 anni di conflitto. Morirà di polmonite nel 1922 a 57 anni, continuando a fare ciò che più ha amato: scrivere. Non lo ha fatto solo sui giornali, ma anche nei libri di storia dell’emancipazione femminile.

Poco prima della sua morte scrisse: “Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò.”

Fonti fotografiche e storiche:

https://it.wikipedia.org/wiki/Nellie_Bly

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Scrivo, leggo, viaggio, suono, e poi riscrivo rileggo risuono e riviaggio ancora

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