grand tour vojagon

13

Mar
2020

Il Grand Tour: quando e dove nasce il termine “turista”? | A spasso nel tempo

Posted By : Alessandro/ 136 0

Il Grand Tour: uno dei miei più grandi sogni, ma sfortunatamente sono in ritardo di 250 anni.

Quando e dove nasce il termine “turista”? Dobbiamo andare a spasso nel tempo, per la precisione tornare al 1670. In quell’anno l’inglese Richard Lassels pubblica infatti un libro destinato a ispirare migliaia di persone. Il titolo è: Viaggio in Italia. Per la prima volta il fenomeno del viaggio attraverso il vecchio continente dei giovani rampolli inglesi, viene definito in questo libro il Grand Tour dell’Europa. Da qui la definizione di tourist, italianizzata poi in turista. Ma che cos’è esattamente il Grand Tour?

Perché intraprendere il Grand Tour

“Un uomo che non sia stato in Italia è sempre conscio della propria inferiorità”, così si esprimeva Samuel Johnson, un intellettuale inglese dell’epoca. Ironia della sorte lui l’italia non la visiterà mai, ma la sua frase rimarrà nella storia. In quel periodo infatti il viaggio in Europa, che raggiungeva il suo culmine in Italia, era la meta più ambita dai rampolli dell’aristocrazia inglese. Il culto del rinascimento, delle belle arti, del classico, lo studio del greco e del latino, la grande impronta cristiana, erano considerati la conclusione eccellente del processo di formazione della classe dirigente britannica prima, e di tutto il Nord Europa poi.

grand tour vojagon

Chi era il Grand Turista

A partire dal XVII e per i due secoli successivi, nobili, diplomatici, artisti, intellettuali, si riversarono in massa sulla nostra penisola alla ricerca della classicità e in particolare attirati dalla grandiosità delle rovine dell’antica Roma, ritenuta dai più il punto più alto di tutto il viaggio. I viaggiatori erano principalmente maschi delle classi nobiliari inglesi e tedesche, poi più in generale giovani da tutto il nord Europa e dall’America. Soltanto persone agiate potevano permettersi un viaggio di piacere, che con i mezzi dell’epoca poteva durare mesi ed era estremamente costoso. Più tardi anche le donne avranno la fortuna di svolgere il viaggio, lasciandoci alcune tra le testimonianze più importanti, fra tutte come quelle di Mariana Starke.

Il percorso del Grand Tour – Andata

I giovani in partenza dalla Gran Bretagna prendevano un traghetto per Calais, da cui poi raggiungevano Parigi. Da qui avrebbero poi attraversato la campagna francese e poi le Alpi per arrivare finalmente in Italia. Proseguivano sul Lago di Como o il Lago Maggiore, Milano, poi Bologna e la tanto amata Firenze (in particolare amata da inglesi e americani), culla del rinascimento. Da Firenze giungevano a Siena e poi da Orvieto fino a Roma, attraverso un territorio colmo di briganti. Roma era l’apice del viaggio, qui gli artisti si ritrovavano estasiati dalla città eterna e le sue ville di campagna. Da Roma scendevano a Napoli, città capace di sbalordire, in particolare con il Teatro San Carlo. Dalla scoperta di Pompei ed Ercolano in poi, la vocazione internazionale di Napoli crescerà a dismisura, complice anche il Vesuvio, la Costiera Amalfitana e i Campi Flegrei. Da Napoli il viaggio si concludeva, per quasi tutti i turisti, ai templi greci di Paestum.

Il percorso del Grand Tour –  Ritorno e percorsi alternativi

Di ritorno da Roma i tourists solitamente attraversano l’Umbria, ammiravano la Cascata delle Marmore, per arrivare poi all’Abbazia di Loreto che custodisce, secondo la leggenda, le mura originali della casa di Maria. Da lì Perugia, Urbino, poi Ravenna, Ferrara, Padova e le Ville Palladiane del Brenta fino a Venezia. Venezia colpisce, oltre che per la sua magnificenza, sopratutto per la lussuria dilagante. Dopo una sosta a Vicenza e Verona il ritorno in patria.

I touristi tedeschi o est europei scendono attraverso il Brennero, via Trento percorrevano le rive del Lago di Garda per poi raggiungere Venezia, Bologna e il centro-sud. Altri nord europei invece preferivano la rotta marittima con approdo a Genova o Livorno. Mano a mano che il viaggio diventa famoso nasce nei ragazzi la voglia di esplorare sempre più profondamente l’Italia e cominciano le spedizioni fino alla Sicilia, di cui un viaggiatore illustre come Goethe avrà da dire: “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto.“

Da viaggio educativo a viaggio di piacere e lussuria

Da viaggio educativo, il Grand Tour si trasforma gradualmente in un viaggio di piacere fine a sé stesso. L’Italia è vista come un luogo dalla natura selvaggia e ricco di estremi dove tutto, ma proprio tutto, è possibile, specialmente nella “sporca” Venezia. Sempre Goethe dirà di Napoli:”Napoli è un paradiso; tutti vivono in una specie di ebbrezza e di oblio di se stessi. A me accade lo stesso; non mi riconosco quasi più, mi sembra d’essere un altr’uomo. Ieri mi dicevo: o sei stato folle fin qui, o lo sei adesso.”

L’opera, i teatri, i caffé erano diventati luoghi di scambio interculturale per artisti, scrittori. Nascevano storie d’amore, romanzi, opere d’arte indiscusse e la loro compravendita, insieme a quella di reperti archeologici, che finivano nelle case degli uomini più ricchi d’Europa.

Viaggiatori illustri e la fine del Grand Tour

La rivoluzione francese e l’invasione di Napoleone in Italia mettono la parola fine agli anni d’oro del Grand Tour e del suo romanticismo, durato quasi due secoli. Quando riprendono nulla sarà più come prima. Le cose sono completamente cambiate: adesso il viaggio non è più una cosa riservata ai ricchi o ai politici ma è ufficialmente diventato uno spostamento per il semplice piacere di farlo. I mezzi come i treni e i battelli a vapore rendono i viaggi più sicuri e, anche per questo, decisamente meno avventurosi ma senza ombra di subbio più sicuri. Nasce quindi il viaggio come lo concepiamo oggi. Tra i viaggiatori più illustri Goethe, Mark Twain, Montaigne, Stedhal, Dickens, Mary Shelley e il celebre poeta Lord Byron.

Il Grand Tour e la nascita delle guide di viaggio

Oggi abbiamo i Blog, le guide di Lonely Planet, i profili Instagram dei travel blogger, il National Geographic. È interessante scoprire che anche le guide di viaggio nascono proprio in questa straordinaria fase storico culturale europea che ha visto nascere e svilupparsi, non a caso, l’Illuminismo sfociato poi nella rivoluzione francese. Quella che è ritenuta la prima guida di viaggio, dedicata non a ricchi diplomatici ma aperta a tutti è stata proprio l’invenzione britannica del libro pubblicato da Lessels nel 1670. Negli anni le guide, i racconti, i dipinti, le stampe, gli acquarelli, i romanzi, si moltiplicheranno in maniera esponenziale consegnando alla leggenda un periodo storico ma sopratutto di fermento culturale stupendo.

ARTICOLI CORRELATI:

Administrator

Scrivo, leggo, viaggio, suono, e poi riscrivo rileggo risuono e riviaggio ancora

Leave your comment

Please enter comment.
Please enter your name.
Please enter your email address.
Please enter a valid email address.