reggia di venaria reale vojagon torino piemonte italia italy

24

Ott
2017

VENARIA REALE | La reggia Sabauda a un passo da Torino

Posted By : Alessandro/ 2036 0

Oggi visitiamo un luogo a pochi passi da Torino. Tra i suoi fantastici palazzi s’è fatta la storia d’Italia. Benvenuti alla Reggia di Venaria Reale.

ORARI & PREZZI

  • ORARI DI APERTURA REGGIA E MOSTRE DA MARTEDI’ A VENERDI’   9-17, SABATO, DOMENICA E FESTIVI   9-18.30
  • CHIUSURA 25 DICEMBRE
  • PER GLI ORARI COMPLETI CLICCA QUI
  • COSTO D’INGRESSO REGGIA + SCUDERIE REALI 20€
  • COSTO D’INGRESSO REGGIA + SCUDERIE REALI + GIARDINI + MOSTRE 25€
  • TEMPO DI VISITA DA 3 A 6 ORE
la_vera.lu vojagon

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Fine estate, sole alto nel cielo, nemmeno una nuvola. Dal centro della città la Venaria Reale, o Reggia di Venaria, si raggiunge in venti minuti di auto, o circa 40 di autobus. Pochissimo tempo, una manciata di chilometri, eppure il panorama che le sta intorno dà l’idea di trovarsi in tutt’altro posto, nel verde che si espande pianeggiante tutto intorno, fino a salire alle montagne. Di Torino e della città nemmeno l’ombra. Solo un piccolo borgo, sviluppatosi intorno alla residenza nobiliare Sabauda che da lei ha preso il suo nome. Vie, strette e pianeggianti, ristorantini, bar, vecchie insegne di ospedale, scuole, una biblioteca.

Il suo nome deriva dal latino “Venatio Regia“, reggia venatoria, data la sua funzione iniziale di reggia di caccia.

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Reggia di Venaria – Piazza della Repubblica e biglietteria

Via Andrea Mensa collega Piazza della SS Annunziata, il centro nevralgico del borgo, e Piazza della Repubblica, che si trova proprio di fronte alla Reggia. Una linea dritta, che ci dà un senso di armoniosa proiezione, molto appagante alla vista sia che la si guardi in un verso che nell’altro, fa venire voglia di percorrerla. E’ proprio in Piazza della Repubblica che si arriva dai parcheggi a pagamento, ed è proprio qui che troviamo la biglietteria. Basta guardarsi intorno per avere un’idea dell’imponenza del sito, patrimonio UNESCO dal 1997, e subito si capisce perché  occorrano dalle 3 alle 6 ore per visitarlo tutto quanto. Con i biglietti in mano varchiamo la soglia del tempo e iniziamo la nostra visita.

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Patrimonio UNESCO dal 1997, la Venaria è il settimo sito museale pubblico più visitato d’Italia

Reggia di Venaria – Ingresso e piano interrato

Siamo al di sotto di quello che è il luogo simbolo del sito, che scopriremo dopo. Un gioco di luci, una collezione di quadri ai lati raffiguranti i personaggi reali che hanno fatto la storia della famiglia Savoia, della Reggia e d’Italia. Le date proiettate sul pavimento ci aiutano a orientarci nei secoli attraverso la citazione di tappe fondamentali. Un lungo corridoio sotterraneo a volte, che ci introduce a una serie di stanze dove sono raccolti cimeli e reperti storici. Un vero viaggio attraverso la storia Savoia, e quindi di Torino, da Carlo Emanuele I, a Torino prima capitale del regno d’Italia. Il tutto passando attraverso l’assedio di Torino e la dominazione napoleonica, che hanno cambiato radicalmente il luogo. Lo ha spogliato della sua funzione reale, per trasportarlo in una dimensione militare, ha rivoluzionato i suoi giardini all’italiana, in favore di quelli alla francese. Certo occorre un minimo di passione per i fatti storici per poter comprendere appieno, ma lo sforzo anche per i non appassionati è un investimento: ci permette di avere un’immagine più chiara della nostra cultura e di come si sia arrivati all’Italia di oggi. Quello che stiamo per vedere ora segnerà il vero punto di svolta nella visita.

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Il progetto iniziale della Venaria fu affidato dal duca Carlo Emanuele II all’architetto Amedeo Castellamonte. I lavori iniziarono nel 1658.

Reggia di Venaria – Il piano nobile e la Galleria Grande

Siamo poi saliti al piano nobile, dove tutto cambia in modo radicale. Siamo nel cuore pulsante della reggia di Diana, attraversiamo gli appartamenti del duca e della duchessa, del re e della regina. Un susseguirsi di stanze importanti, cinquecento opere fra arazzi, sculture, dipinti e oggetti preziosi impreziosiscono i locali reali, il luogo dove il destino di migliaia di persone era deciso fra intrighi politici e militari. Il sole entra dalle ampie vetrate illuminando i locali e si viene subito rapiti dalla visuale sui giardini attraverso le finestre. Ci andremo fra un attimo, ma non prima di essere arrivati al luogo più rappresentativo di tutto il sito: la Galleria Grande. E’ qui che il dito degli instagrammers di tutto il mondo prende vita da solo, incontrollabile. A nulla può il cervello, è questione di istinto, di luci, di riflessi, di proiezioni armoniche. Ascoltami bene tu, fidanzato di un’influencer, non hai speranze. Cerca di darti da fare e trovare lo scatto giusto il prima possibile. Non c’è altro destino . 44 enormi finestre , 12m di larghezza, 15m  di altezza per 80m di lunghezza. Ci si sente piccoli, si è piccoli, ma si è anche aiutati dalla magnificenza della galleria. Lo sguardo sul giardino è favoloso, ed è lì che ci dirigiamo adesso.

La Galleria Grande fu progettata da Filippo Juvarra, che realizzò uno dei più grandi capolavori architettonici del settecento

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Reggia di Venaria – I giardini

I giardini sono enormi, vi ruberanno una buona fetta del tempo a vostra disposizione. Inizialmente all’italiana sono stati completamente distrutti durante la dominazione napoleonica per essere poi ricostituiti “alla francese”. Inaugurati nel 2007, sono suddivisi fondamentalmente su due livelli, il piano alto e quello basso. Sopra il gran parterre, i boschetti, le installazioni come il fantacasino. E’ scendendo al parco basso che si ha accesso ad alcuni punti molto interessanti, come il giardino delle statue fluide di Giuseppe Penone, i canali d’acqua, i frutteti e gli orti. Nel periodo delle fioriture sono i colori a farla da padrone. Se ti stai chiedendo che tipo di lavori sono in corso proprio al di sotto del parterre, scendendo al piano basso basta incrociare le braccia dietro la schiena, inacarti leggermente e pensare che quando eri giovane tu (anche se lo sei) l’avresti fatto meglio. Se invece riesci a svestire i panni dell’anziano al cantiere, e far volare un po’ la fantasia sappi che quella era una fontana bellissima, che impreziosiva con giochi d’acqua il passeggiare dei reali per il parco: la fontana di Ercole. Dopo esserti riposato all’ombra dei boschetti sei pronto a rituffarti nella bellezza, ripercorri allora la Galleria Grande per dirigersi verso le Scuderie Reali.

I lavori di restauro dell’intera Reggia, dei giardini e le sue cascine,  iniziarono nel 1998 dopo tre secoli in cui il sito svolse funzioni militari

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La Venaria Reale non è l’unico sito UNESCO dove siamo stati. Sei mai stato ad Alberobello? Se la risposta è no, vieni con noi cliccando qui

Reggia di Venaria – Cappella di Sant’Uberto e le scuderie Juvarriane

Ci lasciamo alle spalle la galleria, attraversiamo il piano terra della torre del Belvedere e scendiamo alla cappella di Sant’Uberto, bianca e splendida, davvero imperdibile. Percorriamo la Citroneria e le Scuderie Juvarriane, fino ad arrivare alla Regia Scuderia. Poteva contenere fino a 160 cavalli, oggi invece ospita sontuose carrozze Savoia e il Bucintoro, unico esemplare rimasto al mondo di una speciale imbarcazione fatta appositamente costruire a Venezia dalla famiglia. In questo punto della reggia troviamo alcune sale dedicate al’esposizione di mostre e collezioni di vario genere. Altri due interi piani sono dedicati alla stessa funzione al di sopra delle prime sale reali che abbiamo incontrato. Tra quelle visitate da noi una mostra fotografica su Lady Diana.

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Da luogo militare a grande successo turistico. Nel 2016 la Reggia di Venaria ha fatto registrare più di un milione di visitatori

E’ con una certa malinconia che, uscendo, ci lasciamo alle spalle un luogo così imponente e incantevole, ma anche con una certa soddisfazione. Siamo soddisfatti che la Reggia di Venaria, un bene demaniale così importante sia stato salvato da secoli di incuria e maltrattamenti tornando al suo antico splendore, grazie a un grande lavoro di restauro. In un’Italia dove tutto sembra rimandabile e non importante, qui si è fatto un lavoro straordinario, che vale ogni euro speso per il biglietto. Nonostante tutto noi non ci fermiamo. Sei pronto? Un nuovo viaggio ci aspetta nel prossimo articolo!

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Scrivo, leggo, viaggio, suono, e poi riscrivo rileggo risuono e riviaggio ancora

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